Psico Music – N. 3

Psico music

Benvenuti al terzo articolo della rubrica PSICO MUSIC!

Nei precedenti articoli abbiamo parlato di come la musica ci aiuti e come possa rilassarci e migliorare alcuni aspetti della nostra vita. La musica è considerata, di solito, un messaggio di pace e di amore ma… è sempre così?

Beh scopriamolo insieme con la storia di Lavandonia!

La città di Lavandonia

Il fenomeno della “Sindrome di Lavandonia” è una leggenda riguardante una bizzarra serie di casi clinici e morti in tutto il Giappone che sono stati ricollegati alla serie di giochi dei Pokémon, in particolare i primi due, “Rosso” e “Blu” (Verde, in Giappone). Nonostante di quest’evento non si sappia praticamente nulla a causa di alcune leggi sulla divulgazione vigenti nella prefettura di Kyoto, c’è comunque una gran quantità di informazioni portate allo scoperto da persone, tra cui Seki Uchitada, Ise Mitsutomo e Satou Harue, cui quest’inserzione è dedicata. Si ringrazia anche Andou Kagetada per aver fornito immagini e file .gif animati di questi presunti fenomeni visivi.
In quest’analisi si discuterà dell’altro fenomeno spesso confuso con quello della “Sindrome di Lavandonia”, o la “White Hand Sprite” o il “Buried Alive Model”, così come la semicorrelata developer-tag inserita nel gioco, e come usare in modo sicuro le “easter eggs” su cartucce post-first wave.

Un po’ di storia di Pokèmon

I primi casi della “Sindrome di Lavandonia” ed eventi associati sono stati riportati dopo pochi mesi dall’uscita di Rosso e Blu, per la console portatile “GameBoy”. Questi videogiochi erano molto popolari tra i bambini d’età compresa tra i 7 e i 12 anni (per la maggior parte), il che era stato senza dubbio uno dei motivi principali per cui il fatto assunse una certa gravità. Nel gioco, il giocatore assume il ruolo di “Allenatore”, il cui compito è catturare creature selvatiche chiamate “Pokèmon”.

Questi due giochi, e le due nuove aggiunte “Oro e Argento”, una serie animata, figurine, action figures, ecc, hanno portato i Pokémon ad essere un franchising internazionale multimiliardario. In una parte del gioco l’allenatore si trovava a visitare un posto un po’ fuori mano chiamato “Lavandonia”. Questa città era uno dei luoghi più piccoli del gioco (tralasciando la città natale del giocatore), e possedeva ben pochi servizi rispetto ad altri luoghi; sarebbe pure un luogo insignificante se non fosse per la “Torre Pokémon”, un monumentale edificio adibito a cimitero, dove si trovavano centinaia di tombe di Pokémon morti.

La teoria è che, a causa di questo luogo presente nel gioco, almeno duecento bambini abbiano perso la vita e molti altri abbiano contratto malattie e disturbi di vario genere, escludendo tutte le morti e malattie la cui causa è passata inosservata.

Un po’ di storia della Sindrome di Lavandonia

Per molto tempo non si fece nessun collegamento ma, a partire dalla primavera/estate del 1996, alcuni casi vennero ricondotti ad una causa comune. La prima testimonianza degli effetti della “Sindrome di Lavandonia” proveniva da una relazione interna risalente a giugno del 1996 scritta dalla società Game Freak Inc. , che venne fuori grazie ad una dipendente, Satou Harue. In essa venne fornito un elenco di nomi, date, sintomi e referti riguardanti bambini tra i 7 e i 12 anni che riscontrarono diversi problemi di salute dopo aver giocato a Pokémon Rosso o Verde.

Alcuni referti sono riportati sotto “Appendice A”. (Va notato che i sintomi elencati non sono tutti da correlare al “Tono di Lavandonia” o più comunemente chiamato ‘Lavender Town Tone’ [fenomeno audio], ma anche alla “White Hand Sprite”, alla “Ghost Animation” o al “Buried Alive Model”, che sono fenomeni visivi che hanno provocato sintomi simili ma distinti).

  • 12 Aprile 1996 (11): Apnea ostruttiva nel sonno, emicrania, otorragia, tinnito.
  • 23 Maggio 1996 (12): Generale irritabilità, insonnia, dipendenza dal gioco, sanguinamenti dal naso. Attacchi violenti prima contro gli altri e poi contro se stesso.
  • 27 Aprile 1996 (11): Forti mal di testa, irritabilità. Prescritti antidolorifici misti.
  • 4 Marzo 1996 (7): Emicrania, apatia, poca reattività. Sviluppo di sordità. Scomparso. Il suo corpo verrà poi ritrovato il 20 Aprile dello stesso anno ai margini di una strada.

Fu grazie a questo documento, circolato dapprima internamente, che questi casi venero ricollegati al gioco, fino ad allora le cause non erano state mai scoperte o diagnosticate da medici professionisti. Non è chiaro, infatti, come l’azienda sia riuscita a trovare dei collegamenti pur non consultando i servizi sanitari.

I sintomi predominati collegati al caso erano: mal di testa e forti emicranie, sanguinamenti da occhi ed orecchie, sbalzi d’umore e irascibilità, dipendenza dal gioco, violenza anche se non provocata, isolamento e inattività e, nel 67% dei casi, tendenze suicide. Tuttavia questi sintomi colpirono soltanto i bambini tra i 7 e i 12 anni che arrivavano appunto a Lavandonia, nel gioco, e la maggior parte di loro portava cuffie o auricolari in quel momento.

A quanto pare, gli sviluppatori del gioco volevano creare un luogo che “lasciasse il segno” sul giocatore, secondo Uchitada Seki, che faceva parte appunto del team di sviluppo. Seki sostenne che, durante la fase di sviluppo del gioco, un certo numero di membri del team interessato aveva intenzione di rendere Lavandonia un po’ diversa dal resto del gioco.

“La Torre Pokémon ne è un chiaro esempio”, dichiarò Seki in una recente intervista, risalente all’inizio dell’anno. “Questo, e ovviamente il fatto che Lavandonia sia in sé così diversa da tutte le altre città: è più piccola, non ha una palestra… e la musica di sottofondo è molto, molto inquietante. Infatti, nella prima versione del gioco il manager ci ha letteralmente ordinato di cambiarne il tema, perché quello che avevamo utilizzato avrebbe sconvolto i bambini”.

La musica delle successive versioni è diversa, infatti. O Seki non era minimamente a conoscenza della Sindrome di Lavandonia, oppure aveva ampiamente sottovalutato il fattore di sconvolgimento sui bambini. Non si disse nient’altro sul tema musicale, ma ci furono riferimenti all’aspetto relativamente macabro della cittadina.

Quello che Seki omise nell’intervista fu che la prima versione del tema di Lavandonia utilizzata in Rosso e Blu era il risultato di un esperimento sui toni binaurali: utilizzando diverse frequenze, se ascoltate con gli auricolari, ovviamente, si possono ottenere diversi effetti sul giocatore.

Nella maggior parte di versioni della prima ondata di release, questo portò al giocatore disagio, apprensione e inquietudine. Tuttavia, a più di duecento bambini causò disturbi psichici, che non sono stati diagnosticati completamente perché quelle frequenze non hanno effetto su orecchie umane pienamente sviluppate, infatti furono solo i bambini ad aver accusato disturbi psicologici e fisiologici, che in alcuni casi portarono alla morte di cui la maggior parte per suicidio.

La musica è semplicemente là per parlare di ciò di cui la parola non può parlare. In questo senso, la musica non è del tutto umana.
(Pascal Quignard)

È con questo aforisma che potrei definire la musica come un messaggio che prende diverse forme a seconda di quello che vogliamo trasmettere.

Grazie per aver letto l’articolo e spero che vi sia piaciuto. Il nostro appuntamento è come sempre ogni mercoledì della settimana! Alla prossima!